Saper dire di no
Organizzando una sessione di tiro o di maneggio armi da fuoco occorre risolvere il problema del raggiungimento di un livello, indispensabile, di sicurezza.
Tutti i partecipanti hanno delle responsabilità in tal senso, ma sono gli organizzatori a dover pensare a tutto, compresa la gestione delle emergenze e, proprio per evitare di agire in tali contesti, l’eventualità di esprimersi in dinieghi.
Il caso, per quanto riguarda la nostra esperienza, è raro, ma ci è comunque capitato di prendere decisioni ferme, nel rispetto di un preciso criterio logico.
Prima ancora delle regole, un assunto: rispetto per la vita al primo posto:
Se il contesto di utilizzo mette a rischio, anche solo potenzialmente, l’incolumità di persone, animali e cose è doveroso rinunciare a tirare, attendendo che siano ripristinate le necessarie condizioni di sicurezza. […] I comportamenti pericolosi non sono accettati.
Dal nostro manifesto AVANCARICA E’ SICUREZZA:
Eventuali compromessi possono essere accolti, e disciplinati, in seguito, ma solo se è garantita, per mezzo dell’adozione di misure specifiche e di una buona attività di controllo, una cornice di sicurezza adeguata.
Racconto di un evento particolarissimo, che dimostra come si possa essere flessibili nell’offerta di servizi purchè il prodotto soddisfi i più alti requisiti di sicurezza.
Serve, per questo, un lavoro di preparazione che avviene di concerto con le strutture ospitanti e prende in considerazione ogni fase degli stage di tiro, dal nostro arrivo in poligono alla gestione di armi e munizionamento durante la giornata, dall’avvento dei partecipanti fino all’abbandono del poligono, in perfetto ordine.
La questione è semplice: più un’attività è complessa più aumenta il rischio di danni causati da errori anche minimi. Cerchiamo di limitarli e, se hanno luogo, di contenerli efficacemente.
Rispetto per tutti e tutto, preparazione, attenzione e, se vi sono elementi visibili che innalzano il livello di rischio, anche potenziale, si prendono le decisioni adeguate al caso.
Bisogna saper dire di no.