Tiratori sicuri: l’impostazione mentale
La sicurezza è il primo dei requisiti delle sessioni di maneggio ed uso delle armi da fuoco, ma occorre pensare ad essa come ad un traguardo che si raggiunge solo se ben agiscono tutti i partecipanti alla sessione di tiro.
Ci riferiamo, in generale, all’ambito civile e, in via specifica, ai tiratori sportivi, per quanto attiene al comportamento in poligono.
Se agli organizzatori spetta il compito di predisporre, e gestire, un percorso razionalmente elaborato per i tiratori sono costoro che, a loro volta, devono agire nel rispetto della legge, dei regolamenti delle strutture ospitanti, delle indicazioni della direzione tiri e di misure, attuate anche in autonomia, che contribuiscono all’ordinato svolgersi dell’attività sportiva e non solo.
L’ordine porta sicurezza, termine che deriva dal latino ed indica l’assenza di preoccupazioni, non solo in poligono ma anche nei luoghi di custodia e percorrenza, vale a dire nelle case e nelle strade, a beneficio di tutti.
Come fare per garantire la sicurezza?
Alla base di tutto, ed è grazie a questa conquista culturale che abbiamo la possibilità di usare le armi per sport, c’è il rispetto per la vita: l’incolumità di persone, animali e cose ha importanza prevalente su qualsiasi altro elemento.
Tale impostazione culturale obbliga alla determinazione ad evitare incidenti, dunque all’individuazione degli elementi di rischio potenziale tipici dell’attività praticata.
Bisogna essere realisti e sinceri, riconoscendo la pericolosità dell’arma da fuoco, la cui invenzione è correlata alla necessità di colpire e ferire anche a distanza.
E’ questo un dato di fatto e pur in un contesto orientato, in via esclusiva, alla ricreazione, occorre tenerne conto per scongiurare ferimenti e danneggiamenti. Il tiratore sportivo deve essere consapevole che il principio stesso di funzionamento dell’arma da fuoco deriva da un’invenzione bellica e sono necessari, per un uso assolutamente sicuro, accorgimenti di natura tecnica e di natura disciplinare.
Ai seminari dedicati al tiro ad avancarica teniamo molto a quest’ultimo aspetto, poichè un’arma può essere progettata elaborando soluzioni tecnologiche volte a renderla il più possibile sicura, ma è l’azione ragionata del tiratore, che comprende lo studio dei manuali ed il maneggio tecnico corretto dell’arma utilizzata, a dare il principale contributo alla sicurezza della pratica del tiro a segno.
Proponiamo dunque di seguito alcuni consigli che diamo sempre agli avancarichisti ma che, riteniamo, possano essere utili un po’ a tutti.
Si tratta di consigli generici, poichè a quelli specifici dedichiamo altre pubblicazioni, incentrate su determinati problemi e determinate soluzioni.
RISPETTO PER LA VITA
Se il contesto di utilizzo mette a rischio, anche solo potenzialmente, l’incolumità di persone, animali e cose è doveroso rinunciare a tirare, attendendo che siano ripristinate le necessarie condizioni di sicurezza. Siamo severi con noi stessi: se ci rendiamo conto di non essere in perfette condizioni psicofisiche rinunciamo a maneggiare armi. I comportamenti pericolosi non devono essere accettati: chi agisce in modo potenzialmente pericoloso deve essere avvertito degli errori commessi e, se non corregge il proprio agire, deve essere fermato. Pensiamo a come gestire eventuali problemi o emergenze. Non lasciamo nulla al caso. Sicurezza prima di tutto!
ORDINE
Il tiratore è responsabile dell’ordinato svolgersi delle sessioni di tiro: rispetta le leggi, i regolamenti delle strutture che ospitano allenamenti e gare, le raccomandazioni di sicurezza dei fabbricanti d’armi e dei professionisti. Disordine, superficialità e pigrizia mettono a rischio la sicurezza.
UMILTA’
I neofiti non si vergognino a chiedere aiuto a chi è più esperto e chi è più esperto sia disponibile ad aiutare i neofiti.
PRUDENZA
L’inattività cancella le conoscenze e l’abitudine uccide la prudenza: il ripasso delle procedure di maneggio delle armi ed i controlli di sicurezza non sono mai sconvenienti.
DETERMINAZIONE A FAR BENE
Importante, infine, studiare le caratteristiche tecniche delle armi poichè il maneggio in sicurezza può variare, anche molto, da un tipo d’arma all’altro. Consideriamo le armi non ispezionate come cariche, controllandole con metodo e agendo in sicurezza secondo le esigenze del caso.
Seguiranno, a queste generali norme improntate al buonsenso, altre più specifiche, legate a diverse e particolari circostanze.