Speciale Tiro Rapido Sportivo

Speciale Tiro Rapido Sportivo

Mario Berardinetti ci illustra le peculiarità, per quello che riguarda il TSN Milano, di un progetto che rispecchia la volontà di UITS di innalzare il livello dell’offerta sportiva dei poligoni istituzionali. 

Di G.Tansella

Le sezioni TSN rappresentano, in riferimento alla realtà nazionale, luoghi fondamentali per tutti coloro che intendono entrare in contatto con le armi da fuoco e quanto sia ad esse riferibile: la legge stessa prevede infatti che questi siano gli unici luoghi abilitati al rilascio di certificati di idoneità al maneggio, circostanza dalla quale consegue che la quasi totalità dei tiratori debba varcare la soglia di un poligono istituzionale e, secondariamente, che ogni dirigenza di poligono, se intellettualmente onesta, si ponga l’obiettivo di trattenere la maggior parte degli avventori per mezzo di un’offerta sportiva, o di servizi, adeguata alle esigenze di un pubblico vasto.  Tale obiettivo, soprattutto in un momento storico che vede gran parte degli sportivi spostarsi verso offerte riconducibili alla sfera privata, è particolarmente importante. Dal nostro punto di vista la via migliore da seguire in tal senso consisterebbe, visto che i poligoni istituzionali, per motivi di carattere storico, non sono idonei alla pratica di tutte le attività, con particolare riferimento al tiro dinamico e operativo, nel realizzare con i poligoni privati una fertile collaborazione. Tirare oggi non coincide più, come lo è stato per qualche decennio, con la chiusura ma, al contrario, con la frequentazione di varie strutture, seguendo un percorso culturale caratterizzato dalla varietà. Con questo termine ci riferiamo sia alla necessità di agire in poligoni diversi, sia alla conseguente variabilità di scenari, che impongono (ci sono senza dubbio le risorse adeguate ma manca, lo affermiamo con schiettezza, l’adozione ufficiale, da parte italiana, di un Metodo, moderno ed universale) prima di tutto il raggiungimento di un livello di sicurezza, soprattutto per quanto concerne le manipolazioni, adeguato ad ognuna di queste situazioni. Il TSN Milano ha dunque individuato, da qualche anno, una formula dimostratasi convincente ed il progetto di cui oggi scriviamo rappresenta la componente sportiva di un’opera più ampia tutt’ora in via di sviluppo. Lasciamo dunque la parola al presidente Mario Berardinetti, la cui testimonianza riteniamo importante proprio perché riferita ad un modello che può essere preso ad esempio e sfruttato per riportare le pratiche di tiro a crescere, prima a livello di qualità e poi a livello di diffusione.

Cos’è il TRS?

Parliamo di una specialità sportiva elaborata da UITS nel 2007, ispirata al tiro dinamico sportivo ma modificata rispetto ad esso in modo tale da poterla rendere praticabile all’interno dei TSN, premesso che è il Genio Militare, previo accertamento strutturale, a rilasciare apposito permesso. Non viene praticata dunque in tutte i poligoni istituzionali italiani. Il nome Tiro Rapido Sportivo suggerisce a chi lo sente pronunciare alcune peculiarità di questa disciplina ma è leggendo il regolamento che si può coglierne la vera essenza: gli esercizi che si affrontano sono concepiti in modo tale da mettere alla prova l’abilità del tiratore intesa come rapporto armonico, equilibrato, tra precisione e velocità di ingaggio. Si tratta di esercizi molto tecnici, che prevedono il movimento del tiratore senza tuttavia esasperarlo dal punto di vista fisico. Alla base di tutto c’è naturalmente la sicurezza, che è imprescindibile.

 

Quali sono le differenze più marcate con il tiro dinamico sportivo?

 

Quelle che riguardano il movimento e la tipologia dei bersagli utilizzati. Sono previsti solo spostamenti laterali ed anche l’elaborazione degli scenari si svolge entro una cornice rigida, sempre a garanzia della sicurezza, legati alle caratteristiche delle strutture. Per i medesimi motivi i bersagli possono essere soltanto cartacei. Vi sono poi ovviamente altre differenze minori legate, tanto per fare un esempio, all’utilizzo della buffetteria.

 

Con quali armi si pratica?

Pistole semiautomatiche, revolver, mini rifle. In via generale si possono utilizzare quasi tutti i prodotti in commercio, anche personalizzati, con alcune limitazioni che riguardano anche l’applicazione di accessori, elencate in modo dettagliato nel regolamento. Rispetto al tiro dinamico sportivo si utilizzano anche armi cal.22LR, sia corte che lunghe. In allenamento ed in gara è possibile notare la maggiore diffusione di armi di impostazione marcatamente sportiva ma c’è chi utilizza con soddisfazione armi concepite per utilizzi diversi.

 

Cosa secondo lei ha spinto l’UITS ad inserire questa specialità nuova?

Sicuramente l’esigenza di offrire ai frequentatori sempre maggiori possibilità di divertirsi e di sentirsi appagati in ragione dei risultati sportivi raggiunti. Al di là che si possa vincere o meno in gara la pratica sportiva, esercitata con la giusta predisposizione d’animo e mentale, porta sempre dei benefici: ci si diverte e si cresce. Chi pratica, chi si allena, compie sempre un percorso positivo dal punto di vista tecnico, fisico, culturale…e soprattutto si diverte. Ogni specialità sportiva, tuttavia, è caratterizzata dal punto di vista storico da fasi di ascesa e discesa: le novità piacciono tanto; l’immobilità, dopo tanto tempo, spinge a cercare le prime. In questo momento storico le specialità più tradizionali sembrano aver perso capacità attrattiva, soprattutto nei confronti dei giovani. Serviva dunque un prodotto nuovo. Ci tengo tuttavia a sottolineare che, a ben vedere, le specialità non sono in contrasto tra loro, nè in spietata concorrenza. Ognuna rappresenta semplicemente una parte dell’arte del tirare quindi, al TSN Milano, facciamo di tutto per favorire l’incontro del pubblico tanto con il tiro cosiddetto olimpionico quanto con questa forma di tiro dinamico.

 

Quali risorse il TSN Milano ha investito in questa attività? Potrebbe fornire ai lettori una descrizione di quel che possono trovare a Milano?

 

La natura delle risorse investite in quest’attività è monetaria, organizzativa e non solo. Osservando una gara tutto si svolge in modo ordinato, regnano armonia e divertimento ma, a monte, è necessario un lavoro impegnativo. Il nostro primo passo ha riguardato una vera e propria indagine il cui fine era restituirci, se non delle vere e proprie certezze, quantomeno delle indicazioni molto attendibili riguardo al successo dell’impresa: abbiamo cercato di capire quanti tra i nostri frequentatori potevano essere interessati a tale pratica ed a quale livello; abbiamo effettuato uno studio incentrato sulle opere strutturali; abbiamo soprattutto radunato quelle persone che abbiamo ritenuto essere più adatte ad occuparsi di aspetti quali la supervisione degli allenamenti, delle gare e, soprattutto, ci siamo occupati della formazione, sia dei Range Officer stessi che degli avventori, bisognosi un un prodotto didattico  di qualità. Gli atleti più promettenti vengono infine aiutati a sostenere il costo delle trasferte di gara.

 

Quando è approdato il TRS al TSN Milano e quali sono stati i suoi sviluppi?

Abbiamo inaugurato l’apertura del poligono a questa pratica nel 2015 e, negli anni, abbiamo registrato una crescita apprezzabile, segno che apprezzata è la nostra offerta organizzativa. Solo nella nostra sezione sono attivi trecento tiratori circa. Una parte di loro pratica anche tiro dinamico sportivo ma sono significativi i numeri dei principianti. Quando organizziamo degli eventi competitivi abbiamo una media di circa duecento prestazioni totali, un numero importante.

 

Attualmente quali sono i requisiti minimi, sostanziali e formali, per iniziare a praticare questa specialità?

E’ ammesso ai corsi di abilitazione chi, secondo le verifiche della direzione tiri, ha già maturato una certa esperienza nelle altre discipline. Esperienza che non si traduce nel tentare, individualmente, di mettere in pratica qualcosa di cui non si ha conoscenza ma, molto semplicemente, nel raggiungimento di un equilibrio apprezzabile tra competenze nel maneggio in sicurezza, competenze tecniche nel tiro statico, ambizione ed umiltà. Bisogna tenere presente che ogni specialità di tiro necessita di competenze diverse ed il passaggio tra l’una e l’altra comporta il confronto di ogni tiratore con determinate difficoltà, piccole e grandi. Quando ci si trova ad affrontare situazioni nuove, in un certo senso, si torna ad essere di fatto dei neofiti e, come tali, la prima cosa da fare è essere umili, accettarlo e radunare tutte le risorse a disposizione per affrontare il percorso che ci si trova dinnanzi, recependo gli insegnamenti degli istruttori ed impegnandosi nell’allenamento. In via specifica la pratica del TRS prevede l’assimilazione di tecniche di manovra più numerose e complesse rispetto a quella del tiro statico, che ha altre specificità. Le tecniche cui ci riferiamo vanno dal corretto utilizzo delle buffetterie alle manipolazioni di sicurezza ed estrazione, dal movimento ai cambi caricatore. I lettori comprenderanno dunque che allenamenti a fuoco e gare, proprio perchè elevano la soglia di rischio rispetto al tiro statico e tale eventualità non sia da parte nostra accettabile visto che al primo posto viene l’incolumità delle persone, necessitino della giusta supervisione, dalla fase di insegnamento alla fase, finale, dello svolgimento delle competizioni. Ci si allena al TRS quando si pratica il TRS, in una cornice di totale sicurezza e con l’ausilio di persone competenti, in grado di analizzare determinati problemi e fornire consigli e strumenti per migliorare.

 

In cosa consiste il corso?

Al TSN Milano il corso dura circa una giornata ed è diviso in due parti: gli iscritti seguono prima una lezione teorica e, solo dopo, partecipano ad un’esercitazione pratica dove possono sperimentare per la prima volta quanto appreso e, al contempo, essere valutati dagli istruttori. Al superamento del corso viene concessa l’abilitazione, che permette di allenarsi al TSN Milano così come, ovviamente, presso altre sedi TSN.

 

Quali attrezzature sono necessarie?

Serve soltanto l’arma e, tranne che per l’uso di armi cal.22LR, un corredo di buffetteria piuttosto basico: cinturone, fondina, un numero di tre caricatori con i relativi porta-caricatori. Cuffia e protezioni oculari sono ovviamente obbligatorie. Il TSN Milano noleggia questi accessori agli iscritti al corso che non li hanno a disposizione.

 

Potreste indicare, per i principianti, un ideale percorso di allenamento?

Il TSN Milano ha elaborato un programma d’allenamento specifico per i tiratori che hanno appena ottenuto l’abilitazione alla pratica del TRS, concepito in modo tale da prepararli gradualmente: si inizia con esercizi semplici, aumentando la difficoltà quando si è sicuri che la tecnica sia stata ben assimilata dal tiratore. Per quanto riguarda invece coloro che guardano al TRS con interesse senza averlo mai praticato consigliamo, in via generale, di esercitarsi nel tiro a due mani e…ancora esercitarsi, esercitarsi, esercitarsi.

 

Possiede dei dati, riferiti ad un contesto più ampio, che aiutino ad inquadrare meglio il TRS a livello di diffusione?

Per prima cosa occorre specificare che non si tratta di una specialità assimilata dalla ISSF (International Shooting Sports Federation) così come occorre specificare che riscuote un successo rilevante e crescente. Per avere un’idea della situazione nazionale basta leggere il calendario gare: le sezioni che ospitano le competizioni sono diffuse in tutta la penisola, dal Veneto al Piemonte alla Calabria ed alla Sicilia. Le finali di quest’anno si svolgeranno a Napoli, in quattro giornate.

 

Ritenete che il regolamento possa essere migliorato?

Il regolamento è costantemente sottoposto a studio e aggiornamento in modo tale da eliminare, qualora si dovessero manifestare, eventuali criticità. Il senso di quest’opera è un costante miglioramento, a beneficio dei frequentatori.

 

Quali sono secondo voi i punti di forza di questa disciplina?

L’introduzione di questa specialità nei poligoni è positiva sotto vari punti di vista. Come dirigente posso affermare che l’interesse del pubblico sia sempre più alto e, in più, segnalo che tra gli avventori ci siano molti atleti ed appassionati di tiro dinamico sportivo i quali, soprattutto durante l’inverno, approfittano delle comodità dei poligoni istituzionali per mantenersi in allenamento. Questa circostanza è positiva anche in termini di scambio culturale. Ogni disciplina possiede i suoi specifici punti di forza e, così come il tiro dinamico sportivo è più completo per quanto concerne il movimento, il tiro rapido sportivo lo è per la capacità di attrarre un pubblico vasto, per esempio utilizzando anche le piattaforme cal.22LR che sono economiche ed, al tempo stesso, particolarmente prestanti dal punto di vista balistico. Sotto il profilo prettamente sportivo posso infine affermare che la complessità del TRS porti il tiratore che svolge in modo eccellente gli esercizi previsti a provare grande soddisfazione e, come sempre nello sport, equivalente divertimento.

 

Uno spazio da comporre in assoluta libertà

  

Foto sinistra: il Presidente del TSN Milano Mario berardinetti, a destra, con Andrea Marzorati, Direttore di Tiro del TSN.

Foto destra: il gruppo dei Range Officers 

Il Tiro Rapido Sportivo ha dato tanto al TSN Milano e, al tempo stesso, il nostro TSN ha dato tanto al TRS. Il nostro impegno deve tuttavia essere correttamente ricondotto entro un disegno più ampio, che abbraccia anche altre discipline  ed ha, come obiettivo primo, quello di ben accogliere chi varca la soglia del poligono di cui siamo responsabili. Ben accogliere vuole dire da un lato essere ospitali con tutti – miglioriamo struttura e club house – ma soprattutto, di questi tempi, migliorare la formazione, sempre in prospettiva di un innalzamento dei livelli di sicurezza e divertimento. Sotto questo profilo possiamo vantarci, almeno per quanto riguarda al realtà nazionale, di non essere secondi a nessuno per professionalità e proprio in ragione dei risultati raggiunti penso sia giusto concludere questa intervista rivolgendo un sentito ed affettuoso ringraziamento a tutti i miei collaboratori come anche a tutti gli atleti ed avventori del TSN Milano. Il loro apporto è soltanto positivo e rende il poligono di Milano, il nostro poligono, un luogo speciale.

Per Straight-shooting.com questa intervista apre un percorso editoriale dedicato a questa specialità, percorso che proseguirà con delle prove d’arma realizzate in collaborazione con il TSN Milano. Il primo appuntamento sarà nelle edicole, sulla rivista ARMI MAGAZINE, che pubblicherà la prima di queste prove. Seguiteci!

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