L’acciarino a ruota (Armi Magazine)
L’essenziale sull’acciarino a ruota, guidati dal maestro armaiolo Luca Svanosio, fondatore di Lazzarino Historical Arms, che ha messo a disposizione il proprio sapere e le proprie realizzazioni per aiutarci. In edicola su Armi Magazine, a metà novembre.
Qual’è stata la prima, moderna, arma leggera della storia? La risposta corretta è una sola: quella con acciarino a ruota.
Alla sua invenzione sono correlati importanti fatti storici ma è all’aspetto creativo che siamo, in questa sede, interessati, anche perchè le armi a ruota hanno conquistato, in ambito oplologico, almeno tre primati.
Il primo è quello della versatilità poichè tali armi, a differenza di quelle di concezione precedente o di quelle, coeve, a miccia, sparano in modo autonomo, senza dipendere da fonti esterne di fuoco vivo.
Il secondo è quello della longevità, poichè se il debutto dell’acciarino a ruota risale alla fine del Quattrocento, la scomparsa definitiva avviene tre secoli dopo.
Il terzo primato è quello della raffinatezza progettuale e di esecuzione, che raggiunge livelli sorprendenti e rappresenta, ancora oggi, un punto di riferimento per tutti coloro che amano le armi lussuose, compresi alcuni ambiziosi armaioli.
Su quest’ultimo punto è bene, però, che io mi spieghi meglio.
Il richiamo al lusso, in primo luogo, non ha nulla a che vedere con la decorazione: progettare e realizzare un’arma con acciarino a ruota vuol dire, già di per sé, proporre all’acquirente un manufatto fuori dall’ordinario per qualità meccanica.
In secondo luogo ho ipotizzato la realizzazione di un’arma a ruota al presente, ed il motivo è semplice: la riproduzione storica è, da qualche tempo, una realtà e, in tale ambito, l’Italia ha uno dei maggiori protagonisti di quest’avventura, che è esattamente la persona che ho interpellato per aiutarmi a comporre l’articolo in uscita.
Si tratta di Luca Svanosio, maestro armaiolo e fondatore di Lazzarino Historical Arms, senza il quale nulla avrei potuto combinare poichè la comprensione dell’arma a ruota, in ragione della complessità della materia, necessita dell’opera di intermediari di assoluta competenza e capacità espositiva. Ho interpellato anche, per inquadrare storicamente la vicenda e proporre spunti didattici, Silvia Serugeri, direttrice del Museo delle Armi e della Tradizione Armiera di Gardone V.T.
Precisazione: quanto leggerete non costituisce un vero e proprio saggio riguardo alle armi a ruota, ma un prodotto di sintesi, che da un lato contiene informazioni verificate e, dall’altro, propone utili spunti a coloro che vorranno cimentarsi in approfondimenti. Questo non vuol dire solo affrontare delle letture, ma intraprendere un percorso culturale affascinante composto da visite a musei, scambi culturali con i maggiori protagonisti del settore, partecipazioni a manifestazioni culturali e sportive. Una vera e propria avventura.
Immagine di copertina: moderno archibugio a marchio Lazzarino Historical Arms, realizzato dal maestre Luca Svanosio, che riproduce uno dei modelli d’arma più diffusi durante la Guerra dei Trent’anni.