L’Italia che stupì il Samurai Harukichi Shimoi

L’Italia che stupì il Samurai Harukichi Shimoi

Harukichi Shimoi, autore di L’Italia durante la Grande Guerra, fu un personaggio particolarissimo.

Visse in Giappone tra il 1883 ed il 1954 ma, in età giovanile, lo studio della letteratura dantesca lo portò in Italia, dove rimase molti anni e, per tutta la vita, si spese con passione ed energia per celebrare un legame, che lui sentiva esser profondo, tra il popolo giapponese e quello italiano.

La prima volta che incontrai, da lettore, il suo nome fu sfogliando le pagine di un libro di Indro Montanelli, che raccoglieva alcuni suoi ritratti, letterari, di personaggi famosi e non.

Le impressioni che ricavai dal libro non furono certo sufficienti a farmi un’idea precisa di questo pittoresco giapponese ma, certamente, alcuni aneddoti attirarono su di lui la mia simpatia: l’uomo, almeno per quanto riportava il racconto, parlava come fosse davvero italiano, ed era stato in contatto diretto con grandi personaggi della nostra storia recente. Notizie su di lui, però, pochissime.

Gabriele D’Annunzio stesso, in una sua lettera, affermò che questi ebbe, nel suo piccolo petto, un grande cuore italiano.

Qualche anno fa comparve una sua biografia e, finalmente, ebbi a disposizione informazioni più dettagliate, soprattutto più ponderate, rispetto alle poche pubblicate in rete. SI tratta del libro intitolato Harukichi Shimoi Un Samurai a Fiume a cura di Guido Andrea Pautasso, edito da OAKS Editrice.

Quel che mi colpì fu, soprattutto, l’entusiasmo con cui abbracciò, Shimoi, la storia italiana e, da allora, mi sono spesso interrogato su quale fossero gli elementi, estetici, che riuscivano a svolgere una funzione di ponte tra il nostro popolo e il suo, pur così geograficamente lontani.

La risposta non l’ho ancora trovata ma invito tutti a leggere L’Italia durante la Grande Guerra come introduzione al primo libro citato: gli aneddoti riportati sono composti secondo uno stile che certo, oggi non è più utilizzato ma, in concreto, offrono ancora tanti spunti di riflessione.

Questo suo libro, probabilmente, voleva costituire una sorta di presentazione di quella che doveva essere l’ultima guerra italiana ai propri connazionali, ai quali propose una serie di ritratti di uomini di idee, d’azione e di poesia, con l’aggiunta di alcuni racconti della propria esperienza di corrispondente al fronte. La nuova Italia avrebbe, agli occhi di questo testimone appassionato, incarnato lo spirito di tanti uomini capaci di pensare, ed agire, in modo eccezionale, tanto che egli si dedicò, negli anni seguenti, alla composizione di un lavoro molto più ampio, storiografico, sempre incentrato sull’Italia.

Leggendo Shimoi compaiono i volti di personaggi leggendari come Luigi Rizzo, Gabriele D’Annunzio, Cesare Battisti, Nazario Sauro, Enrico Toti, dei quali riesce con successo a descrivere lo spirito suscitando grande empatia con i lettori. Lo stesso vale per altri personaggi ora ingiustamente dimenticati ma non meno meritevoli di ammirazione.

Uomini che impressionarono un samurai.

I monumenti alla memoria sono sparsi per tutta Italia. Gli italiani si tolgono il cappello quando vi si trovano dinnanzi per non dimenticarsi della gloria del loro passato e dei compiti futuri. H.S.

Due consigli di lettura per chi è incuriosito dall’autore del libro:

Incontri, di Indro Montanelli

Un Samurai a Fiume, a cura di Guido Andrea Pautasso

Leave a Comment